Pronto Soccorso

Soccorso in montagna

Domenica 25 novembre 2012, presso la palestra Strocchi, struttura indoor del G.S.Carchidio, si è tenuto un incontro con il Dott.Paolo Lega il quale ci ha illustrato le norme di comportamento da tenere in caso di intervento in un incidente di montagna.

Il Dott.Lega è un medico specialista in rianimazione e traumatologia, che ha svolto la sua opera    pluridecennale in una delle strutture ospedaliere più importanti della nostra regione; è stato tra i primi medici a lavorare con l’elisoccorso regionale, fin dalla sua creazione, inoltre ha anche maturato esperienza di soccorso in montagna; amante della montagna, si è reso disponibile ad una chiacchierata con noi su un argomento di cui si parla poco, ma che riveste un’importante ruolo sia nell’attività di scuola, sia nell’attività personale.

L’incontro si è focalizzato sui punti basilari delle norme comportamentali da tenere in caso ci si venga a trovare di fronte ad un problema sanitario che richiede anche il nostro intervento, ovvero:

  1. Rilancio della richiesta di aiuto
  2. Primo intervento in attesa dei soccorritori
  3. Stabilizzazione e trasporto
  4. Cura in struttura adeguata

Nel caso ci trovassimo a dover intervenire per prestare soccorso a qualcuno (non solo in montagna), la prima cosa da fare è la richiesta di soccorso e per fare ciò è altrettanto importante raccogliere più informazioni possibili per relazionarsi al meglio con l’operatore del pronto intervento; occorre sapere se è un incidente di natura traumatica o derivante da un malore (se è di natura traumatica non bisogna assolutamente muovere l’incidentato per non correre il rischio di provocare ulteriori lesioni), se l’incidentato è cosciente o incosciente, se ha battito cardiaco, se respira autonomamente o no, se ha pallore, sudorazione, brividi, convulsioni e tutto ciò che si può osservare per dare un quadro il più completo possibile di informazioni; occorre anche dare informazioni sul luogo dell’incidente, posizione geografica, quota, condizioni meteo, intensità e direzione del vento, note geomorfologiche del luogo, eccetera; l’operatore che riceve la chiamata potrebbe trovarsi addirittura in una regione diversa da quella del luogo dell’incidente, per cui informazioni precise gli permetteranno di attivare la squadra soccorsi più vicina,aumentando notevolmente le possibilità di un soccorso tempestivo ed efficace.

Una volta allertati i soccorsi, in attesa del loro arrivo, può essere necessario anche provvedere ad un primo intervento, che può andare dal semplice conforto dell’infortunato (anche un semplice aiuto psicologico può risultare molto utile), fino all’intervento di rianimazione con massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca, in caso di incoscienza per un malore; mettere l’infortunato in condizione di ricevere i primi soccorsi fa guadagnare tempo, portare nello zaino la coperta alluminizzata è importante, come è altrettanto importante conoscere la segnaletica di soccorso (acustica e visiva) sia per richiedere aiuto sia dare indicazioni ad un elicottero (le classiche posizioni a Y o a X, l’accorgimento di dare spalle al vento per indicarne la direzione al pilota, per esempio) e come comportarsi quando l’intervento è eseguito da un elicottero (creare una piazzola, avvicinarsi al mezzo solo se fermo e solo se chiamati dall’operatore, per esempio). Tutte cose che se fatte nel modo migliore possibile, potrebbero rivelarsi un prezioso aiuto sia per l’infortunato, sia per i soccorritori.

Dal momento che i soccorritori giungono sul posto ed iniziano il loro intervento, non occorre fare null’altro se non dare eventuali ulteriori informazioni.

Il Dott.Lega ha poi illustrato tutta una casistica sui traumi, descrivendoli singolarmente e dando piccole indicazioni utili su cosa fare e soprattutto su cosa non fare, al fine di portare il miglior tipo di aiuto fino all’arrivo dei soccorsi.

La discussione ha toccato anche l’argomento alimentazione e idratazione, andando in sintesi a fornire utili informazioni sul tipo di alimentazione in funzione del tipo di attività da intraprendere, focalizzandosi sulla valutazione dell’indice glicemico degli alimenti in funzione di ciò, e fornendo utili consigli sull’idratazione del nostro corpo durante tutto il periodo dell’attività. Il tutto associato ad un discorso più esteso di prevenzione incidenti che possono essere causati da un calo improvviso di energie o da una non efficace idratazione durante lo sforzo di un’attività.

In generale è stata una interessante ed utile presentazione ad ampio raggio attorno al problema degli incidenti in montagna, condita da numerosi e utili consigli tecnico/pratici, con numerose domande e risposte, esposta in modo chiaro e comprensibile, nonostante i frequenti termini scientifici o “paroloni”, dal Dott.Lega.