La Fessura Buhl

Invito alla salita: Pale di S. Martino, Cima Canali, fessura Buhl

25 e 26 luglio 2009, week end libero per andare ad arrampicare, se le condizioni meteo fossero buone…… comincia il frenetico lavoro di preparazione: i compagni di scalata abituali non ci sono, è l’occasione buona per chiamare qualche allievo uscito dall’ultimo corso AR 1.

Prendo l’elenco dei partecipanti e comincio ad inviare qualche sms…..

Marco Parma risponde “presente!”, ci sentiamo, sento l’entusiasmo nella sua voce.

-Bene, ci sentiamo a metà settimana per accordarci sui dettagli….-

Poi mi chiama Francesco: – E’ la volta buona per andare a fare la fessura Buhl alla cima Canali?-

-Cavoli, ho appena dato la parola a Marco per andare con lui. Però…. E’ stato un bravo allievo, ha partecipato anche al corso di arrampicata libera anno scorso, penso che si potrebbe fare-.

Piano, piano l’idea prende corpo, andiamo in 4, io con Marco e Francesco con Giovanni (anche lui allievo AR 1 di qualche anno prima) e andiamo a provare ‘sta benedetta fessura Buhl”….

Marco, dimostrando di essere stato attento alla lezione sulla “preparazione della salita”, si reca alla sua sezione CAI (Rimini) per documentarsi sulla via, parla con Nereo, legge un paio di relazioni diverse, le confronta poi….. mi manda un sms: -Ma sei sicuro che io riesca a seguirti in questa salita?-

Lo convinco con un -Non ti preoccupare, se io metto su la corda, te mi raggiungi-.

Così si va.

Base per la salita è il rifugio Pradidali, raggiungibile con 3 orette di cammino dal Cant del Gal, poco sopra Fiera di Primiero.

Siamo nelle Pale di S. Martino, lungo l’avvicinamento passiamo sotto l’imponente mole della parete Est del Sass Maor, 1alla nostra destra si profila la Val Canali con l’inconfondibile sagoma del Sass d’Ortiga che chiude il vallone delle Mughe.

E’ sempre bella la sensazione di novità che incredibilmente ogni volta si rinnova, si va in posti conosciuti, si sa quello che si vede, lo si è già visto tante volte, eppure ogni volta è come la prima volta, sembriamo dei bambini, anzi, non avendo giustificazione alcuna dall’anagrafe, siamo peggio dei bambini!

Al rifugio sabato sera i posti sono esauriti, si dorme sui tavoli e sulle sedie,2 poco importa, a noi interessa fare la salita il giorno dopo, il resto sono solo insignificanti dettagli.

Alle 22,30 fuori si vedono le luci fioche di 2 pile frontali di una cordata che ha fatto la Buhl e sta rientrando persa nel canalone di discesa, arriveranno al rifugio alle 23 passate ……. Sarà meglio che noi domani siamo più veloci, quando arriviamo qui dobbiamo poi scendere alla macchina e tornare in Romagna…….

L’indomani mattina siamo pimpanti per affrontare la salita, per la Buhl siamo noi 4 e una cordata di vicentini che però ci sono mezz’ora dietro.

Tutti i dubbi e le perplessità svaniscono con l’azione, il primo tiro, il secondo, il terzo……3Il tiro chiave è lungo ma ben protetto, mi sembra che nei 45 metri del tiro ho piazzato 9-10 protezioni fra i chiodi già infissi e un paio di friends che ho aggiunto…..4

Marco mi segue, tutto si svolge senza intoppi, Francesco e Giovanni dietro si alternano al comando per qualche tiro all’inizio poi continua sempre Francesco.56

Noi abbiamo consultato diverse relazioni, alla fine abbiamo utilizzato quella riportata sulla guida grigia del CAI TCI fresca di nuova stampa, la via comunque non si sbaglia, sono 550 mt dentro una fessura che sale dritta come se fosse stata disegnata con la riga.

Noi, a scanso di equivoci, arrivati in cima al pilastro Buhl siamo scesi in doppia lungo la via per evitare il laborioso rientro per la normale della cima Canali.78

Alle 15 eravamo davanti ad un piatto di pasta asciutta con le chiappe appoggiate alle panche del Pradidali.910

PS: se non vi piace arrampicare in camino e fessura…..Scegliete un’altra via, la scelta non manca di certo!

Qualche consiglio pratico.

Mi dicono che i “forti” fanno la via in giornata: parcheggio, avvicinamento, salita, discesa, parcheggio….. Chi fa così non ha bisogno dei miei consigli e può quindi astenersi dal continuare la lettura.

Per chi è nato sulla terra e cammina coi piedi anziché coi pattini, consiglio di mettere in programma 2 giorni: il primo per fare il viaggio dalla Romagna e arrivare al rifugio con calma, il secondo per la salita, la discesa e il ritorno a casa.

Se si dispone di più tempo e si resta 2 notti in rifugio, consiglio di scendere evitando le doppie lungo la via ma facendo la discesa passando per la cima Canali (molto più bello alpinisticamente).

Il rischio è che si faccia un po’ tardi ma se si pernotta al rifugio e si torna a casa il giorno successivo…….

Con l’auto si raggiunge Fiera di Primiero, poi, seguendo le indicazioni per la Val Canali, si raggiunge il bivio in località Cant del Gal; da qui non si gira a destra per la Val Canali ma si prosegue oltre il ponticello in direzione Località Piereni dove, al parcheggio Fosna si lascia l’auto.

Attenzione che i posti “liberi” sono pochi, in quasi tutte le piazzole c’è il divieto di parcheggio dalle 21,00 alle 06,00, solo un paio sono lasciate libere….(se proprio non si trova il posto auto, si deve tornare al Cant del Gal e salire al Pradidali da lì).

A piedi il dislivello da superare per arrivare al rifugio è di circa 950 mt. (3 ore con un passo “normale”), a questi bisogna aggiungerne 150 in più se si parte dal Cant del Gal.

Volendo si può più comodamente arrivare al Pradidali da S. Martino di Castrozza, con l’impianto che porta al Rifugio Rosetta e da lì, col sentiero 702 (alta via n° 2) oltre il Passo di Ball, si arriva al Pradidali ma, sapendo che gli alpinisti sono molto “ragni” e se possono risparmiare 50 centesimi lo fanno volentieri, lascio questa soluzione ai più pigri (che pagheranno la loro pigrizia col biglietto dell’impianto di risalita).

Con la relazione della nuova guida grigia CAI TCI ci siamo trovati bene, comunque guardate la via dal rifugio il giorno prima (l’avete proprio di fronte), individuate da dove si raggiunge lo zoccolo basale e memorizzate il punto da dove si attacca: E’ IMPOSSIBILE SBAGLIARE

I primi tiri sono in comune con la via Simon-Wiessner, il terzo obliqua a sx per portarsi sotto la verticale della fessura Buhl dove inizia la via vera e propria in prossimità di un pilastro giallo leggermente strapiombante (tiro chiave) mentre la via Simon-Wiessner attraversa ancora più a sx.

Il tratto chiave è dato di VI, comunque tutti i tiri si susseguono con un bel ritmo su difficoltà omogenee di V/V+ (ogni tanto qualche “respiro” di IV), la roccia è fantastica e l’arrampicata entusiasmante.

Noto con dispiacere che siete ancora qui, non vi ho convinti ad andare?

Mauro Cappelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *