Rependance marzo 2013

Parlare di cascate di ghiaccio non è n’ è  facile n’è particolarmente stimolante, per mè, nonostante le cascate siano tutte belle e che la scalata su ghiaccio sia una cosa inebriante. Di qualsiasi scalata su ghiaccio si potrebbe dire più o meno le stesse cose; la partenza molto presto, spesso ancora al buio, la fatica dell’avvicinamento con zaini stracarichi, l’aria gelata che ti permea i polmoni ogni volta che respiri, le mani che perdono la circolazione e il dolore lancinante che ti fa sudare nonostante il  freddo, quando il sangue riprende la normale circolazione.

Oppure si potrebbe parlare delle difficoltà tecniche di una cascata e magari descrivere tiro x tiro i passaggi più duri !

Parlare delle condizioni del ghiaccio, se secco e “spaccoso” o umido e “plastico”, delle difficoltà della chiodatura, delle imprecazioni quando non riesci ad avvitare una vite e senti il braccio con i muscoli pieni di acido lattico che sta per mollare, del respiro affannoso, “dai cavoli perch’è non entri ?” e di come il cuore e torni a battere più regolarmente non appena hai passato la corda nel rinvio !!!!

Ma non è di questo che voglio parlarvi, in fondo sono solo dei dettagli, ma della cascata in questione, della sua bellezza estetica; cento metri di ghiaccio verticale addossata ad una bastionata rocciosa in una valle bellissima del parco naturale del gran paradiso: la valnontey.

Una parentesi particolare va dedicata alla sua prima salita effettuata dal più forte ghiacciatore italiano del tempo, Giancarlo Grassi, che per vincerne le elevate difficoltà, si alleo con il suo pari ghiacciatore transalpino, Francois Damilano, che riuscirono nell’impresa il 2 /3 febbraio del 1989 con un bivacco alla base della cascata, si dice.

L’alleanza con il transalpino non fu vista di buon occhio dagli altri pretendenti italiani che gridarono “al tradimento” e che li vide protagonisti il giorno dopo, il 4 febbraio 1989, su un’altra cascata di pari difficoltà proprio di fronte ad essa  e che per questo fu chiamata “di fronte al tradimento” salita da Aldo Cambiolo e Ezio Malier.

rependance marzo 2013 020Repentance ancora oggi rimane un sogno per ogni ghiacciatore e così come ci si sveglia di soprassalto nel mezzo della notte e si rimane li al buio a chiedersi se era solo un sogno o fosse realtà, io me lo stò ancora chiedendo !!!!!

ciao Andrea

P.S. Un ringraziamento particolare a chi mi ha assecondato nella realizzazione di questo sogno !!! Non a caso un allievo dei nostri corsi !!!!

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