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	<title>Scuola Pietramora</title>
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		<title>Paura di volare.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 13:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il passaggio è delicato e il piede in aderenza che mi deve consentire di salire verso la prossima protezione fatica a spingere per paura che non tenga, con conseguente volo di pochi metri&#8230;&#8230;&#8230;.la paura del volo mi frena e a volte passaggi non troppo difficile vengono compromessi da questa fobia&#8230;&#8230;&#8230;.e pensare che di voli ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il passaggio è delicato e il piede in aderenza che mi deve consentire di salire verso la prossima protezione fatica a spingere per paura che non tenga, con conseguente volo di pochi metri&#8230;&#8230;&#8230;.la paura del volo mi frena e a volte passaggi non troppo difficile vengono compromessi da questa fobia&#8230;&#8230;&#8230;.e pensare che di voli ne ho fatti e non solo in falesia&#8230;</p>
<p>Ho fatto per più di dieci anni Paracadutismo e mi sono catapultato giù da un aereo a velocità pazzesche da 4000mt  per più di 1500 volte, ma non avevo paura!! Accidenti sono proprio rincoglionito mi dico delle volte&#8230;.come può un voletto di pochi metri senza conseguenze spaventarmi di più di un volo nel vuoto di diverse migliaia di metri???? il nostro subconsio è inprevedibile e questo mi dispiace , mi piacerebbe poter controllare tutte le mie emozioni ma così non è.</p>
<p>Sarà perchè il volo in arrampicata è la conseguenza di un errore mentre il volo di un lancio da un aereo è una scelta. Sarà solo per questo???&#8217; Quante domande senza risposte e io sono sempre quì con quel piede che non vuole decidersi a salire e quella protezione troppo lontana (2mt!!!!!) che mi fà desistere e un &#8220;blocca&#8221; esce senza ritegno dalle mie labbra.</p>
<p>Chi volesse provare questa esperienza al giorno d&#8217;oggi è possibile con un lancio biposto attaccato ad un istruttore ad una velocità di circa 230 km/h per quasi 60 secondi di caduta libera e ne vale veramente la pena. Avremo tutte le senzazioni  scombussolate e l&#8217;adrenalina a mille.</p>
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		<title>Diedro Dall&#8217;Oglio</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 07:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DIEDRO DALL&#8217;OGLIO
Agosto 2010, compatibilmente con gli impegni del lavoro ed i capricci di un meteo che fa sembrare la nuvola di Fantozzi
un nulla a confronto, finalmente si è aperto uno spiraglio, cosìcchè la sera del 18 si parte alla volta della Capanna Alpina
obiettivo il Diedro Dall&#8217;Oglio alla Torre del Lago.
A mezzanotte, tra uno sbadiglio ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">DIEDRO DALL&#8217;OGLIO</div>
<div id="_mcePaste">Agosto 2010, compatibilmente con gli impegni del lavoro ed i capricci di un meteo che fa sembrare la nuvola di Fantozzi</div>
<div id="_mcePaste">un nulla a confronto, finalmente si è aperto uno spiraglio, cosìcchè la sera del 18 si parte alla volta della Capanna Alpina</div>
<div id="_mcePaste">obiettivo il Diedro Dall&#8217;Oglio alla Torre del Lago.</div>
<div id="_mcePaste">A mezzanotte, tra uno sbadiglio ed un tornante, siamo in cima al Passo Falzarego, piove, a tratti anche forte, le nuvole sono</div>
<div id="_mcePaste">a bordo strada a fare muro di nebbia, il morale vacilla (&#8230;quante volte a macinare chilometri per non fare poi nulla&#8230;), al</div>
<div id="_mcePaste">parcheggio della Capanna Alpina però le cose sono migliori, non piove più e si comincia ad intravedere qualche timida stellina.</div>
<div id="_mcePaste">Non ci pensiamo, per ora, e passati nel reparto notte dell&#8217;auto proviamo a dormire; nel cuore della notte, tra un cambio di</div>
<div id="_mcePaste">posizione e l&#8217;altro, una sbirciatina dai vetri lascia ben sperare, una stellata da rimanere senza fiato ed il vento soffia,</div>
<div id="_mcePaste">ci riaddormentiamo con il sorriso; alle 7 il maitre di sala ci sveglia e ci invita a passare nel reparto ristorante (sempre</div>
<div id="_mcePaste">la stessa auto) per degustare una tipica colazione ladina a base di caffè dal termos e biscotti colesterolo-free; dopo la</div>
<div id="_mcePaste">vestizione, il preparativo dei materiali e la deiezione dei materiali corporei superflui, si parte, non prima però di avere</div>
<div id="_mcePaste">devoluto l&#8217;obolo al parcheggiatore che solerte alle 7 inizia il suo lavoro (tutto il resto del mondo fino alle 8 non muove</div>
<div id="_mcePaste">una paglia, ma i parcheggiatori sono una razza a sè&#8230;evoluta).</div>
<div id="_mcePaste">Il rifugio Scotoni sfila veloce, così come il Lago Lagazuoi, una piccola perla verde che da sola vale il biglietto del</div>
<div id="_mcePaste">parcheggio (e pensare che la maggioranza della gente si ferma al rifugio sui prati senza degnare quattro passi ed uno</div>
<div id="_mcePaste">sguardo a tanta bellezza, ma questa è un&#8217;altra cosa), all&#8217;imbocco della Forcella del Lago, attraverso i ghiaioni, arriviamo</div>
<div id="_mcePaste">all&#8217;attacco, c&#8217;è una guida con una cliente che stanno attaccando la via e dopo poco ci raggiungono cinque che parlano tedesco,</div>
<div id="_mcePaste">saluti di rito, preparativi veloci e si attacca la via&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">I primi tre/quattro tiri sono a sentimento, non esiste percorso obbligato, solo la scelta migliore della roccia per evitare da</div>
<div id="_mcePaste">sinistra le fascie strabiombanti dell&#8217;inizio del diedro, fino a raggiungere la grande cengia che permette di raggiungere</div>
<div id="_mcePaste">il diedro vero e proprio. Attrezziamo quasi tutte soste quando la corda finisce; al primo tiro, una ragazza dei tedescofoni</div>
<div id="_mcePaste">passa oltre alla sosta che ho appena attrezzato, dopo aver fatto incazzare non poco il mio socio perchè non solo non è stata</div>
<div id="_mcePaste">capace di aspettare il suo turno, ma ha anche incrociato le sue corde con le nostra con somma gioia di tutti, perchè,</div>
<div id="_mcePaste">frizionando, io faccio fatica a recuperare ed il mio socio sale con la corda lasca che tende a rimanere lasca; fa sosta un</div>
<div id="_mcePaste">pò più in alto, poi fa la cosa sbagliata al momento sbagliato, domanda &#8220;prego, scusi, sbloccare mia corda da fezzura, bitte&#8221;,</div>
<div id="_mcePaste">la prima risposta che ottiene è &#8220;NO&#8221; poi l&#8217;animo pietoso che aleggia dentro di noi ha il sopravvento e una mano allungata</div>
<div id="_mcePaste">sblocca la corda, anche perchè bloccava le nostre corde&#8230;tugnina fortunata! La nostra simpatica straniera ha avuto un</div>
<div id="_mcePaste">conciliabolo di diversi minuti con i suoi compari a terra, poi ha continuato a parlare da sola per altri cinque minuti, ha</div>
<div id="_mcePaste">attrezzato una doppia sul vecchio e logoro cordino in nylon da sei millimetri passato in una clessidrina ed è sparita alla</div>
<div id="_mcePaste">nostra vista, insieme ai suoi compari, forse pensava di trovare le soste già pronte con tanto di cameriere a servire mohito</div>
<div id="_mcePaste">e patatine di aperitivo&#8230;bah&#8230;meglio così, cinque in meno da badare&#8230;si continua a salire&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Le relazioni che abbiamo indicano una facile traversata di oltre sessanta metri fino all&#8217;imbocco di un canale/camino con</div>
<div id="_mcePaste">due chiodi alla base; traversa traversa, di canali camino ce ne sono diversi, alcuni accoglienti altri marci, alla base di</div>
<div id="_mcePaste">uno c&#8217;è uno spit nuovo, in un altro ci troviamo un vecchio chiodo, oltre, un marciume di pietre e la cengia che svanisce,</div>
<div id="_mcePaste">cavolo avremo fatto non più di quaranta metri&#8230;mah&#8230;gira di qua, gira di là, il camino non si trova, me è lì che ci guarda,</div>
<div id="_mcePaste">ne siamo sicuri, e sogghigna pure eh eh&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Abbiamo uno scambio di idee con una cordata svizzera, hanno una relazione diversa e fa riferimento allo spit, poco sotto ben</div>
<div id="_mcePaste">nascosto c&#8217;è anche un chiodo, cavoli ecco il nostro canale/camino&#8230;è passato un pò di tempo, ma si continua a salire&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Finalmente tocchiamo il diedro vero e proprio, la via prosegue logica, tecnica, la roccia è verticale e fantastica, anche se</div>
<div id="_mcePaste">di chiodi ce ne sono veramente pochi, si trova sempre qualcosa per piazzare un friend in fessura o un cordino in clessidra.</div>
<div id="_mcePaste">Cinque tiri filati incastrati nel diedro, passaggi in leggero strapiombo bene ammanigliati, mai banali ma neanche mai troppo</div>
<div id="_mcePaste">difficili, un vero piacere di arrampicata.</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;unica nota stonata la fanno le diverse cengie e cengiette che di tanto in tanto spezzano la verticalità della roccia, cariche</div>
<div id="_mcePaste">di sassi, sassini e sassolini, che già a guardarli cadono, figuriamoci con lo sfregamento delle corde, è quasi una pioggia</div>
<div id="_mcePaste">continua, fischi e sibili che ci hanno tenuto compagnia per tutta la salita.</div>
<div id="_mcePaste">Si fila verso l&#8217;alto, su per il diedro veloci, senza tante pause, fino alla crestina di uscita della via.</div>
<div id="_mcePaste">La discesa, anche grazie agli ometti di pietra, si trova molto bene, una breve doppia e le ghiaie della forcella superiore</div>
<div id="_mcePaste">sono presto raggiunte, il resto della discesa non ha storia se non che al rifugio Scotoni si fa pausa, ma non per la lunghezza</div>
<div id="_mcePaste">della discesa, si fa pausa per la birra accompagnata da un panino, perchè di sola acqua e barrette non si campa&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Un ultimo saluto al diedro dal sentiero di discesa per il parcheggio e via di nuovo verso la civiltà, anche se si stava</div>
<div id="_mcePaste">decisamente meglio in mezzo alle rocce.</div>
<div id="_mcePaste">Anche questa via entrerà a far parte di quei ricordi da rivivere ogni volta che si parla di montagna, l&#8217;alpinismo per me è</div>
<div id="_mcePaste">il piacere di fare qualcosa di bello, in compagnia di un buon amico, in una bella giornata di sole, brindando alla fine di</div>
<div id="_mcePaste">tutto con un bel boccale di birra, non tanto alla via percorsa, ma alla giornata trascorsa, ovvio che se poi c&#8217;è stata</div>
<div id="_mcePaste">anche la vetta&#8230;prosit!</div>
<div></div>
<div></div>
<div id="_mcePaste" style="color: #006699;">&#8220;&#8230;i ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita&#8230;&#8221; Mauro Corona</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Ps.</div>
<div>Aggiornamento tecnico sulle relazioni che si trovano in giro.</div>
<div>Arrivati sulla cengia non si trovano più i 2 chiodi per la sosta a cui fanno riferimento alcune relazioni, ma bisogna arrangiarsi abbastanza difficilmente. poi i metri di cengia da percorrere sono circa una quarantina e anche in questo caso la relazione parla di 2 chiodi alla base di una nicchia. I 2 chiodi sono stati sostituiti da un Fix nuovo. Per la via originale bisogna salire sopra al Fix. Per il resto la via è abbastanza intuibile anche se l&#8217;arrampicata non è mai su diedro ma sulla parete sinistra di esso.</div>
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		<title>Castellani e Vampa 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:57:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estate tarda ad arrivare, le dolomiti sono ancora piuttosto fredde, allora la meta preferita
diventa l&#8217;appennino marchigiano, per la precisione la Balza della Penna; la via può essere considerata storica,
la Castellani/Vampa, via che garantisce difficoltà omogenee su roccia tutto sommato buona e pure un tiro di A0/A1.
Un bel numero di rinvii ed il resto del materiale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">L&#8217;estate tarda ad arrivare, le dolomiti sono ancora piuttosto fredde, allora la meta preferita</div>
<div id="_mcePaste">diventa l&#8217;appennino marchigiano, per la precisione la Balza della Penna; la via può essere considerata storica,</div>
<div id="_mcePaste">la Castellani/Vampa, via che garantisce difficoltà omogenee su roccia tutto sommato buona e pure un tiro di A0/A1.</div>
<div id="_mcePaste">Un bel numero di rinvii ed il resto del materiale, fanno sembrare l&#8217;imbrago una gonna di paglia stile danzatrice hawaiana,</div>
<div id="_mcePaste">un pò più pesante però e viene difficile sculettare in qua e in là; al posto delle ghirlande di fiori, i cordini&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Siamo due cordate e all&#8217;attacco della via sappiamo di non essere soli, qualcuno è già sopra di noi&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Partiamo tranquilli e progrediamo abbastanza spediti, scorgiamo i nostri predecessori, sono due, tre, no sono quattro,<a href="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/castellani-e-vampa-media.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1567" title="castellani e vampa media" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/castellani-e-vampa-media-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<div id="_mcePaste">abbiamo due cordate davanti&#8230;e li raggiungiamo alla partenza del tiro di artificiale.</div>
<div id="_mcePaste">La piazzola della sosta non è grande, ci sono già loro quattro e tanto altro spazio non ce n&#8217;è, ci arrangiamo</div>
<div id="_mcePaste">quanto meglio si può&#8230;con quello che c&#8217;è&#8230;nello spazio che c&#8217;è, uno attaccato ad un alberello, due su uno spit</div>
<div id="_mcePaste">e l&#8217;ultimo su un altro spit di progressione del tiro precedente, il tutto collegato con una ragnatela di corde e cordini.</div>
<div id="_mcePaste">La cordata che sta lavorando sul tiro è alquanto pittoresca, i due alpinisti che la compongono hanno un continuo</div>
<div id="_mcePaste">scambio di parole, alcune seriamente alpinistiche, ma il resto estremamente goliardiche, condite da ampi, fantasiosi</div>
<div id="_mcePaste">ed estremamente chiari epiteti tra di loro&#8230;si vogliono un bene fraterno e si vede, pardon, si sente&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Quando si rendono conto della platea, che li sta osservando salire, la cosa assume caratteri che definire simpatici è</div>
<div id="_mcePaste">molto riduttivo, lo scambio di battute si allarga a tutti i presenti con gioia anche nostra che siamo appesi ovunque</div>
<div id="_mcePaste">come le palline di un albero di natale&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">&#8230;ma quello in sosta lo conosciamo&#8230;ma sì è Paolo Castellani, cavoli l&#8217;apritore della via, e quello su chi è? ma certo</div>
<div id="_mcePaste">è Ennio Tenti&#8230;abbiamo davanti a noi un pezzo della storia alpinistica targata Romagna-Marche (come la coop)<a href="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1568" title="Castellani e Vampa 1" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-11-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;area di sosta, perchè solo così può essere definita, diventa una piazza da mercato dove gli attori principali restano</div>
<div id="_mcePaste">sempre loro, ma attorno cresce il coro delle voci minori, che spettacolo, non si è mai sentito un casino così da</div>
<div id="_mcePaste">nessuna parte in montagna, e dire che siamo i primi a cercare il silenzio tra i vertiginosi appicchi dove solo il vento</div>
<div id="_mcePaste">ha diritto di parola&#8230;e tireremmo volentieri una scarica di sassi a qualunque casinista&#8230;ipocrisia di un concetto!</div>
<div id="_mcePaste">La battuta top in assoluto, quella che ottiene lo share maggiore da parte dei presenti, è quando Paolo si gira verso di noi</div>
<div id="_mcePaste">e, con fare ironico esclama &#8220;&#8230;ma vuoi mai che due della nostra età debbano ancora fare della roba così?&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">La loro età si aggira sui 70 ma non li dimostrano affatto e noi, magari avercene così come loro, quando ci arriveremo&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Nei momenti clou del tiro, però, per qualche secondo le battutacce tra loro si fermano e lasciano spazio a brevi e</div>
<div id="_mcePaste">precisi comandi di corda, a lasciar intendere che comunque si ride e si scherza, ma la testa lavora insieme alle mani&#8230;<a href="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1556" title="Castellani e Vampa 2" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-2.jpg" alt="" width="75" height="75" /></a></div>
<div id="_mcePaste">&#8230;sulla roccia<a href="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1569" title="Castellani e Vampa 2" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-21-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;apoteosi viene raggiunta all&#8217;arrivo di Ennio in sosta,gli epiteti si ripetono fino a quando Paolo parte<a href="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-vampa-3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1571" title="Castellani e vampa 3" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-vampa-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> e allora</div>
<div id="_mcePaste">ricominciano i comandi di corda, brevi come sempre ma precisi, fino all&#8217;arrivo in sosta&#8230;a quel punto salutoni a</div>
<div id="_mcePaste">profusione, baci e abbracci <a href="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-41.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1570" title="Castellani e Vampa 4" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Castellani-e-Vampa-41-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>e i due signori della roccia così come li abbiamo trovati se ne spariscono su per la via</div>
<div id="_mcePaste">veloci come il vento&#8230;e si lamentavano della loro &#8220;età&#8221; sti due ragazzini&#8230;neanche la polvere delle loro tracce abbiamo</div>
<div id="_mcePaste">trovato quando siamo arrivati alla cengia.</div>
<div id="_mcePaste">Loro sono scesi per la via della cengia mentre noi siamo saliti alla cima proseguendo la via, ma questa è un&#8217;altra storia</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Salire con fluidità, tra terra e cielo, concatenando movimenti precisi ed efficaci, ci regala serenità e pace interiore&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">Gaston Rebuffat</div>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/scuolapietramora/sets/72157623977213996/show/" target="_blank">GUARDA TUTTE LE FOTO</a></p>
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		<title>Micheluzzi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 10:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Micheluzzi – Ciavazes
17 luglio 2010
Il solo nome Micheluzzi incute rispetto ed ammirazione, ed è con questo stato d’animo che ho detto ai miei amici Giovanni e Serghej, vengo anch’io…..
Ci troviamo quindi il sabato mattina presto alla base della parete, il tempo sembra mettere al meglio nonostante le previsioni non molto favorevoli..
Parte Giovanni che rompe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Micheluzzi – Ciavazes</p>
<p>17 luglio 2010</p>
<p>Il solo nome Micheluzzi incute rispetto ed ammirazione,<img class="alignleft size-full wp-image-1530" title="micheluzzi" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/micheluzzi.jpg" alt="" width="160" height="241" /> ed è con questo stato d’animo che ho detto ai miei amici Giovanni e Serghej, vengo anch’io…..</p>
<p>Ci troviamo quindi il sabato mattina presto alla base della parete, il tempo sembra mettere al meglio nonostante le previsioni non molto favorevoli..</p>
<p>Parte Giovanni che rompe il ghiaccio e la tensione con i primi quattro tiri.<img class="alignleft size-medium wp-image-1531" title="Gio micheluzzi" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/Gio-micheluzzi-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /> La via è ben delineata nei passaggi obbligati un po’ unti e magnesati, impossibile sbagliarsi….</p>
<p>Durante la salita il rispetto per gli apritori aumenta pensando ai mezzi che avevano a loro disposizione, arrivati sotto al diedro Bhul, ci diciamo “ma ne avevano veramente tanta …!!!”, visto da vicino fa impressione …</p>
<p>Ora tocca a Serghej fare i tiri del temuto traverso. Ser. se la cava egregiamente, <img class="alignleft size-medium wp-image-1532" title="serg traverso" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/serg-traverso-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />in fondo è quasi come essere a Bagnolo….il mio pensiero va alle due discese di 5 e 10  metri da fare da seconda e devo dire che è provvidenziale la corda fissa posta nella seconda calata.</p>
<p>Un tiro dopo l’altro il traverso finisce e si ricomincia a salire, aiuto ora tocca a me …dopo un tiro ben protetto, mi ritrovo negli ultimi due più facili, ma quasi privi di protezioni, uno sguardo alla relazione per capire la linea di salita e procedo. Manca un solo tiro, ormai è fatta….ma non finita…salgo cercando la linea più semplice, ma non arrivo mai,  ho quasi finita la corda e finalmente la cima….</p>
<p>È stata una bellissima giornata densa di emozioni,</p>
<p>grazie ai miei amici che mi hanno concesso l’onore della cima…<img class="alignleft size-medium wp-image-1533" title="cima micheluzzi" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/cima-micheluzzi-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Paola</p>
<p style="font-size: 18px; color: #0c0cf2;"><a href="http://www.flickr.com/photos/scuolapietramora/sets/72157624593412312/show/" target="_blank"> TUTTE LE FOTO</a></p>
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		<title>Per tutti Voi        AG1 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 11:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[PER TUTTI VOI
Desidero salutarvi dedicandovi una poesia di Erri de Luca.
Napoletano, grande scalatore e amante della montagna.
Ha scalato molte volte l&#8217;Himalaya e vi ha ambientato molti dei suoi libri.
 
&#8220;Considero Valore&#8221; è una delle poesie che amo di più.
Tratta da  Opere sull&#8217;acqua e altre poesie &#8211; Einaudi 2002
 
&#8212;&#8212;
Considero valore ogni forma di vita, la neve, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="color: #000000;">PER TUTTI VOI</span></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Desidero salutarvi dedicandovi una poesia di Erri de Luca.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Napoletano, grande scalatore e amante della montagna.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Ha scalato molte volte l&#8217;Himalaya e vi ha ambientato molti dei suoi libri.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">&#8220;Considero Valore&#8221; è una delle poesie che amo di più.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Tratta da  Opere sull&#8217;acqua e altre poesie &#8211; Einaudi 2002</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">&#8212;&#8212;</span></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.</p>
<p>Considero valore il regno minerale, l&#8217;assemblea delle stelle.</p>
<p>Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.</p>
<p>Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.</p>
<p>Considero valore tutte le ferite.</p>
<p>Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.</p>
<p>Considero valore sapere in una stanza dov&#8217;è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.</p>
<p>Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.</p>
<p>Considero valore l&#8217;uso del verbo amare e l&#8217;ipotesi che esista un creatore.</p>
<p>Molti di questi valori non ho conosciuto.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">&#8212;&#8212;-</span></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">&#8230; e Maria Teresa aggiunge&#8230;</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Considero valore avere imparato a guardare la montagna con occhi diversi e avere incontrato persone splendide come Voi</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Un bacio e un arrivederci a presto</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: x-small;">Maria Teresa Castaldi</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>8/11 Luglio AG1 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 17:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rifugio Val D’Ayas
Il mondo a 4.100 m slm, dove la natura regna sovrana, e dove &#8211; come dice Nereo – ci troviamo in un ambiente ostile alla vita dell’uomo.
Anche per la seconda uscita le richieste del Direttore del corso, Andrea, sono state esaudite e così il sole ci ha accompagnato per quattro giorni.
Partenza  giovedì 8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 24px;">Rifugio Val D’Ayas</p>
<p>Il mondo a 4.100 m slm, dove la natura regna sovrana, e dove &#8211; come dice Nereo – ci troviamo in un ambiente ostile alla vita dell’uomo.</p>
<p>Anche per la seconda uscita le richieste del Direttore del corso, Andrea, sono state esaudite e così il sole ci ha accompagnato per quattro giorni.</p>
<p>Partenza  giovedì 8 luglio, da Faenza, ore 5 e – dopo “semplice” camminata in alta quota, impervi ghiacciai, e rocce &#8211; nelle prime ore del pomeriggio arriviamo al rifugio Val D’Ayas.</p>
<p>Tre ore di cammino per arrivare a quota 3.420 m slm; dobbiamo sempre ringraziare Andrea che, grazie alle sue conoscenze, ci ha risparmiato un’ora, tratto che abbiamo percorso in Jeep.</p>
<p>Bè, dopo tante ore di avvicinamento&#8230;un po’ di relax&#8230;macchè: quella del Cai è gente che fa sul serio. Ore 17.00 attenzione e concentrazione. Ad attenderci ci sono sempre loro, i nostri nodi: barcaiolo, mezzo barcaiolo, ambaradan. Poi gli istruttori decidono le cordate e il giorno dopo esserci svegliati alle 3.30 (certo mica possiamo perdere l’abitudine): ci dividiamo in due gruppi. Uno procede verso il monte Polluce, l’altro verso Roccia Nera. Alle prime luci dell’alba siamo già in mezzo al ghiacciaio e davanti a noi la luna, ancora alta all’orizzonte, risplende in un lenzuolo di cielo azzurro, tra il Polluce e Roccia Nera. Mentre le cordate procedono, su una neve ancora abbastanza compatta: q.b. (quanto basta), nel mezzo del ghiacciaio, appena sotto le cime, incontriamo un uomo che ancora in dormiveglia bivacca: forse si sta allenando per qualche impresa in solitaria?.</p>
<p>Gli istruttori hanno scelto per noi dei percorsi misti per raggiungere le cime: solo ghiaccio e neve? Macchè..il Castore sarebbe stato troppo semplice per noi entusiasti e temerari alpinisti romagnoli. Così dopo 150 metri di roccette e un tratto in arrampicata, rigorosamente con i ramponi (“perché per toglierli e rimetterli si impiega troppo tempo” – sagge parole di Sergio) arriviamo in alto, alla Madonnina&#8230;Sarà la cima del Monte Polluce – penso -. No, la cima è ancora più in alto e, dopo una breve salita, seguendo una traccia ben delineata, spinti e un pò osteggiati da un vento intenso, alle 7.40 arriviamo finalmente alla vetta.</p>
<p>Ma nella discesa – segnalataci come una delle più facili della zona – abbiamo davvero dato il meglio di noi: roccette instabili come mine vaganti, discese in corda doppia, poi finalmente di nuovo la neve, ancora abbastanza dura per reggere il nostro peso, ma tra la quale si sono già aperti dei crepacci.</p>
<p>Il pomeriggio l’appuntamento è sul terrazzo del D’ayas, per la lezione sull’ambiente glaciale: un ambiente in continua evoluzione, dove governa la natura. La colonna sonora della lezione di Nereo ed Andrea, è il rumore dei saracchi, che di tanto in tanto si staccano dalle grandi pareti, lasciando spazio ad un ghiaccio azzurro e alla forza dell’acqua che scorre impervia.</p>
<p>È già sabato, le stelle ancora brillano nel cielo, e alle 4.30 circa si parte di nuovo con caschetto e frontali. Si invertono scalate e cordate e alle 9.30 siamo già di ritorno.</p>
<p>Dall’inizio del corso c’era qualcosa che non ci faceva dormire la notte: questo nodo ambaradam a che cosa serve? Finalmente lo abbiamo capito, l’ultimo giorno, ma se ci serviva prima?. Grazie a questo nodo e altre abili manovre, abbiamo recuperato Mauro e Matteo dal crepaccio: sempre utile salvare un pompiere, in alta montagna potrebbe servire!.</p>
<p>Nel classico momento di verifica, tutti gli allievi hanno sottolineato la grande preparazione degli istruttori e il bellissimo clima di allegria e serenità che si respirava tra i partecipanti.</p>
<p>La sera poi ancora una volta ci ha accompagnato la voce di Nereo che ci ha raccontato la storia dell’alpinismo: uomini e donne “conquistatori dell’inutile”, guidati da una passione intensa.</p>
<p>La stessa passione che ha conquistato anche noi che, tra emozioni, paura e gioia, abbiamo trovato nell’alta quota un’occasione per scoprire o ritrovare noi stessi. La passione di chi ha voglia di compiere nuove imprese alpinistiche, non da solo, ma insieme a compagni che sanno guardare la montagna con la meraviglia di un bambino e che sanno emozionarsi anche davanti alle cose più semplici, come il sole che sorge tra le montagne o un ruscello che scorre tra le rocce innevate.</p>
<p>Letizia</p>
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		<title>27-28-29 e 30 Giugno AG1 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 14:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[AG1 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[CORSO AG/1 2010
Prima uscita pratica, 27/30 giugno 2010 rif.Pizzini Gruppo Ortles-Cevedale
Come prima cosa, il direttore del corso Andrea, ha fatto richiesta &#8220;molto in alto&#8221; di bel tempo ed è stato accontentato
(ma che conoscenze ha&#8230;), tre giorni consecutivi così belli era un pezzo che non si vedevano!
Il viaggio, nonostante la presenza di qualche solitario ciclista sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">CORSO AG/1 2010</span></span></span></p>
<p>Prima uscita pratica, 27/30 giugno 2010 rif.Pizzini Gruppo Ortles-Cevedale</p>
<p>Come prima cosa, il direttore del corso Andrea, ha fatto richiesta &#8220;molto in alto&#8221; di bel tempo ed è stato accontentato<br />
(ma che conoscenze ha&#8230;), tre giorni consecutivi così belli era un pezzo che non si vedevano!<br />
Il viaggio, nonostante la presenza di qualche solitario ciclista sul passo Gavia si è svolto in modo tranquillo e poco<br />
dopo l&#8217;ora di pranzo ci siamo ritrovati tutti al rif.Pizzini<br />
Giusto il tempo di stabilire i posti letto assegnati e via sul ghiaccio per la prima lezione pratica sui movimenti con e<br />
senza ramponi, analizziamo la base di una piccola ma interessante seraccata che scaricando pietre a go-go porta gli allievi<br />
a riflettere sui pericoli potenziali di tali formazioni.<br />
A sera lezione sulla cordata (metodo di assicurazione tra i componenti e progressione) poi tutti a nanna, perchè la sveglia<br />
suona presto, alle 4, bisogna sfruttare il più possibile le ore fresche e quel pochino di crosta indurita che si forma la<br />
notte, l&#8217;obiettivo della prima giornata è per tutti il Pasquale per la via Normale (fa anche rima).<br />
Alle 5e20 tutti pronti e via, prima notizia poco bella, viene dal fatto che la parete superiore del Gran Zebrù, dove passa<br />
la Normale, già a quell&#8217;ora è &#8220;al sole&#8221;&#8230;<br />
La salita al Pasquale si svolge senza particolari problemi, tutti più o meno velocemente arriviamo in cima, il panorama è<br />
grandioso a 360° ma si può goderne a malapena, il sole picchia, la neve, anche se sono le 8, sta già inesorabilmente<br />
&#8220;mollando&#8221; per cui è doveroso scendere, la via passa sotto un paio di seracchi che in quelle condizioni diventano più che<br />
preoccupanti (qualcuno pensa giustamente che un seracco non è mai tranquillo, ma con quel caldo di sicuro lo è ancora meno)<br />
Mentre sciogliamo le corde sulla pietraia alla base della via, la montagna ci ricorda chi è, in alto parte una slavina che<br />
non fa troppo rumore ma ha un fronte parecchio largo e la massa nevosa che si muove è importante, poi&#8230;poi&#8230;cavolo ma<br />
siamo passati lì vicino poco tempo fa&#8230;ogni ulteriore commento è puramente personale.<br />
Il pomeriggio e la sera sono conditi da altre lezioni, sulla preparazione/organizzazione della salita e sui nodi, ma non si<br />
potevano inventare corde e imbraghi da attaccarsi con il velcro? Ambaradam, nodo complicato con un nome che deriva da una<br />
disfatta italiana in una guerra d&#8217;Africa (incoraggiante), marinareschi barcaiolo e mezzo barcaiolo (non siamo in montagna?)<br />
e poi palla, guide con frizione, Prusik, Machard&#8230;eccetera, hai la nostra testa, ma quanti sono? A frustate riusciamo a<br />
farli fare e rifare agli allievi senza che si lamentino, poi mentre loro vanno a dormire, vengono decise le cordate del<br />
giorno a seguire, perchè qualcuno andrà al Gran Zebrù (impegnativo &#8211; sveglia ore 3 ndr) mentre altri andranno alla cima<br />
delle Pale Rosse (meno impegnativo &#8211; sveglia ore 4).<br />
La giornata è ancora una volta stupenda, le cordate del Gran Zebrù filano via veloci e nonostante alle 8e30 la neve sia già<br />
un disastro salgono e scendono senza problemi, con grande soddisfazione di tutti, allievi e istruttori; le cordate alla cima<br />
delle Pale Rosse salgono più tranquille, anche perchè la via rimane in ombra molto a lungo e la differenza si nota piacevolmente<br />
anche se si beccano una discreta scarica di sassi, fortunatamente senza nessuna conseguenza, a ricordare che la montagna è<br />
sempre lì (occhio ragazzi!!!) ed arrivano alla cima dopo aver vinto in punta di ramponi e becca un canalino ripido e ignorante<br />
Dopo graziosa discesa sulla saldissima roccia della cima delle Pale Rosse, ci si ritrova tutti al rifugio per godersi un<br />
pochino di riposo; pomeriggio altra lezione sull&#8217;orientamento e serata tranquilla.<br />
Grande conquista, sveglia alle 5e30 e tutti di nuovo sulla colata glaciale del primo giorno dove viene svolta la lezione<br />
su soste ed ancoraggi prima e poi sulle calate in doppia; vengono attrezzate due linee di calata con sosta intermedia e gli<br />
allievi a turno vi si cimentano sopra con soddisfazione di tutti.<br />
Essendo a termine richiesta, in quanto Andrea per risparmiare ha prenotato bel tempo solo al mattino, una bella serie di cupi<br />
nuvoloni ci invita dolcemente a tornare al rifugio e ci accompagna successivamente fino alle auto da dove parte il viaggio di<br />
rientro&#8230;un grazie a tutti noi (istruttori ed allievi) perchè se ci siamo divertiti e tutto è andato bene il merito è di tutti</p>
<p>Ciao alla prossima uscita<br />
Ciao alle prossime salite</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/scuolapietramora/sets/72157624442891182/show/">GUARDA TUTTE LE FOTO</a></p>
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		<title>Fra Scarponi e Scarpette</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 14:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Ghiacciaio dei Forni 02/06 giugno 2010
Con Serghej di idee per questo week  lungo ne avevamo diverse, poi data la stagione avanzata per lo scialpinismo la scelta è caduta sul ghiacciao dei Forni.
Si parte mercoledì per raggiungere il rifugio dei Forni nostra base per i primi tre giorni. Il rifugiata è molto gentile e ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ghiacciaio dei Forni 02/06 giugno 2010</span></p>
<p>Con Serghej di idee per questo week  lungo ne avevamo diverse, poi data la stagione avanzata per lo scialpinismo la scelta è caduta sul ghiacciao dei Forni.</p>
<p>Si parte mercoledì per raggiungere il rifugio dei Forni nostra base per i primi tre giorni. Il rifugiata è molto gentile e ci da le prime dritte su come muoverci, decidiamo così per il giorno successivo di fare la Punta San Matteo dal rifugio Berni.</p>
<p>Concludiamo la giornata con una buona cena ammirando uno stambecco che nel prato sottostante sta pascolando, poi a nanna domattina la sveglia è prima dell’alba.</p>
<p>La mattina di giovedì mentre facciamo colazione buttiamo lo sguardo fuori non è il massimo, ma il meteo dice che migliora… ok usciamo …cavolo ma piove !!! ed ora ho chiuso la porta … andiamo a vedere forse passa in fretta…invece no continua per un paio d’ore, ormai è troppo tardi per partire. Facciamo un pò i turisti in valle e poi ripieghiamo col fare due tiri in falesia nei pressi del rifugio.<img class="alignleft size-medium wp-image-1475" title="5a" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/5a-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>Ma che batosta !!!! conclusione chi l’ha gradata era in gran forma (in fondo anche l’uva era acerba….). ci consoliamo con una bella birra e poi via domani si fa sul serio…<img class="alignright size-medium wp-image-1476" title="5a.mà" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/5a.mà-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Venerdi  mattina sveglia alle 4 bisogna partire presto lo zero termico è in rialzo, destinazione Punta San Matteo, ma questa volta dai Forni ci aspettano 1500 mt. di dislivello. Portiamo gli sci in spalla per circa un ora, poi arrivati al ghiacciao finalmente ai piedi.</p>
<p>Ora con la neve gelata si procede spediti, Serghej davanti a fare traccia (lui è giovane….).</p>
<p>Lo scenario è splendido, fra seracchi e picchi innevati che risplendono sotto il sole, al centro del ghiacciao si è formato un piccolo lago con l’acqua di un blu intenso.</p>
<p>Consultiamo la relazione che ci dice di andare a destra, poi notiamo delle tracce di salita e le seguiamo. Procedendo il pendio si fa più ripido ed essendo gelato nemmeno i rampant danno sicurezza, decidiamo di togliere gli sci e procediamo con i ramponi. Ormai la pendenza è oltre i 40° “ma come fanno a salire con gli sci ??? Siamo proprio scarsi facciamo fatica così….”.Finalmente dopo tanta fatica la cima!!! Ormai è tardi speriamo che la neve regga, ci consoliamo pensando che il pendio è rivolto a nord. Dopo la prima parte della discesa con i ramponi calziamo gli sci tenendoci a giusta distanza dalle rocce che ormai scaricano giù neve…</p>
<p>A sera davanti ad una birra… “ci abbiamo messo 7 ore gli altri la fanno in 4/5, ma quanto è alto 1600 ?”, “aspetta guardo la cartina, cavolo…!!! Ser. La via va su da un’altra parte più facile, abbiamo fatto la Variante Nord….!!!!” Che……</p>
<p>Sabato sveglia alle 4, trasferimento al rifugio Pizzini con destinazione successiva il Cevedale.</p>
<p>La salita sempre sci nello zaino dura due ore, una faticata, “se arrivo al rifugio non mi muovo più ….” Poi come sempre accade posato lo zaino la fatica scompare e lo sguardo volge verso la cima. Chiediamo consiglio alla signora del rifugio sulla via  via da percorrere ….non si sa mai…..</p>
<p>Mentre ultimiamo i preparativi incontriamo un ragazzo di Milano che è partito la sera prima alle 10 da casa è venuto su e da solo con ramponi e picche si è fatto la Nord del Pasquale, era un po’ stretto con i tempi,  perché poi rientrato doveva fare notte al lavoro….un altro pianeta….!!!!!</p>
<p>La salita al Cevedale è bella e non ci crea  grossi problemi tranne la parte finale un po’ ventata…il paesaggio è come sempre da mozzafiato<img class="alignleft size-medium wp-image-1478" title="P1020908.jpg 2" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/P1020908.jpg-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /> …..sulla cima ci raggiungono tre ragazzi di Bergamo, che ci fanno compagnia durante la discesa. La neve è trasformata, bellissima !!!! “cavolo ….ho imparato a sciare, guarda che curve ..!!!”…. Purtroppo la discesa finisce sempre troppo presto….</p>
<p>Sono già un paio di giorni che il Gran Zebrù ci fa l’occhiolino, ma forse è troppo “grande” per noi, “andiamo a dare una occhiata fino al Col di Bottiglia poi vediamo, che dici ?” , “ma quelli del corso ed i ragazzi di Bergamo vanno su, forse ci riusciamo anche noi..”</p>
<p>Mattina di domenica, sveglia alle 4, (non devo nemmeno puntare l’orologio).</p>
<p>Partiamo dal rifugio sci ai piedi per l’avvicinamento, poi ramponi e piccozza per tentare la cima.</p>
<p>Godiamo di un’altra splendida giornata.</p>
<p>Seguiamo il gruppo degli sciatori che nonostante il peso e l’ingombro degli sci  ci distanziano, ma pazienza l’importante è arrivare, la sfida è con se stessi.</p>
<p>Certo che più di 500 mt. di salita con i ramponi sono lunghi….quando il fisico dice che non ce la fa più, il cuore scoppia, e l’ossigeno sembra essere scomparso, solo la mente si ostina a resistere; anche se attorno ci sono altre persone, si è da soli… nei lunghi momenti della salita tanti pensieri ….e ricordi…Poi un passo dopo l’altro la Cima…!!!, una foto, e il pensiero della discesa….</p>
<p>Ci siamo riusciti….le montagne si sono concesse a noi….ora il rientro al rifugio dei Forni, non senza un ultimo sguardo al Gran Zebrù……</p>
<p>Grazie a Serghej per avermi seguito in questa idea un po’ “pazza”…..</p>
<p>Paola</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/scuolapietramora/sets/72157624221763569/show/">Guarda tutte le FOTO</a></p>
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		<title>AL1 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 11:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[

Dal 8 settembre al 10 ottobre 2010

Direttore: IAL Giannatempo Marcello (349 2117238 dalle ore 18.00)
Vice Direttore: AIAL Fantini Gianni



Mercoledì 8/09
Presentazione del corso. Cos’è il Cai. Scuole di Alpinismo e di Arrampicata.
Attrezzatura materiali e nodi.

Mercoledì 15/09
Metodo Caruso.

Domenica 19/09
Balze  Introduzione Tecnica Caruso / Arrampicata su manotiri / Breve dimostrazione della progressione di una cordata. 

Mercoledì 22/10
Catena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Dal 8 settembre al 10 ottobre 2010</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Direttore: IAL Giannatempo Marcello (349 2117238 dalle ore 18.00)</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Vice Direttore: AIAL Fantini Gianni</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Mercoledì 8/09</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Presentazione del corso. Cos’è il Cai. Scuole di Alpinismo e di Arrampicata.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Attrezzatura materiali e nodi.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Mercoledì 15/09</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;">Metodo Caruso.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Domenica 19/09</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Balze </strong> Introduzione Tecnica Caruso / Arrampicata su manotiri / Breve dimostrazione della progressione di una cordata. </span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Mercoledì 22/10</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Catena di sicurezza. Collegamento di una sosta.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Domenica 26/09</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>San Marino Tanaccia-II Torre </strong>Utilizzo dei freni / Assicurazione al primo di cordata / Soste / Corda doppia / Arrampicata su monotiri.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Mercoledì 29/09</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;">Storia ed evoluzione dell’arrampicata.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Sabato 02/10</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Ferentillo </strong>Ripasso soste / Frazionamento / Ritirata / Arrampicata su monotiri.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Domenica 03/10</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Ferentillo </strong>Prove di volo e trattenuta di una caduta / Arrampicata su monotiri </span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Mercoledì</strong> <strong>06/10</strong></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Allenamento e traumatologia in arrampicata. Geologia.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Sabato 09/10</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Bismantiva </strong>Arrampicata su monotiri e/o vie di più tiri di corda / verifica manovre fondamentali: nodi, corda doppia, frazionamento.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Domenica 10/10</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>Bismantova </strong>Progressione delle cordata su vie di più tiri.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Venerdì 15/10</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Cena di fine corso</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le lezioni teoriche si svolgeranno presso le sezioni CAI alle ore 21,00, i luoghi saranno fissati in base alla provenienza degli iscritti.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per le iscrizioni rivolgersi alle proprie sezioni CAI di appartenenza.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">-	Rimini: Nereo Savioli</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">-	Cesena: Marcello Giannatempo, Gianni Fantini, Francesco Gobbi</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">-	Faenza: Gigi Mazzotti</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">-	Ravenna: in sezione</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">-	Imola: in sezione</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;">Apertura delle iscrizioni dal 10.06.2010. Per ogni sezione sono disponibili 4 iscrizioni, le iscrizioni in eccesso saranno considerate, in ordine cronologico, come riserve nel caso in cui qualche sezione presenti meno di 4 iscritti.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Chiusura delle iscrizioni 20.08.2010. Se a questa data non sarà raggiunto il numero di 20 iscritti, saranno accettate le riserve in ordine cronologico.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"> </span></p>
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		<title>29 e 30 Maggio 2010 AR1</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 19:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Uscita Bismantova del 13°corso roccia
All&#8217;insegna del tempo instabile abbiamo passato un bel fine settimana. Non ci siamo fatti mancare nulla e  un bell&#8217;acquazzone   ci ha bagnato tutti democraticamente,. Il sorriso non è mancato sul viso di nessuno anche se l&#8217;esperienza dell&#8217;acqua in parete non è mai piacevole, neanche per i veterani.
Il corpo istruttori ha portato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uscita Bismantova del 13°corso roccia</p>
<p>All&#8217;insegna del tempo instabile abbiamo passato un bel fine settimana. Non ci siamo fatti mancare nulla e  un bell&#8217;acquazzone   ci ha bagnato tutti democraticamente,<img class="aligncenter size-medium wp-image-1451" title="acqua" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/acqua-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />. Il sorriso non è mancato sul viso di nessuno anche se l&#8217;esperienza dell&#8217;acqua in parete non è mai piacevole, neanche per i veterani.</p>
<p>Il corpo istruttori ha portato a termine tutto il programma prefissato e i risultati non sono mancati; devo dire non solo per merito nostro. Difatti abbiamo allievi molto interessati e attenti, e non è retorica.<img class="alignleft size-medium wp-image-1453" title="soste" src="http://www.scuolapietramora.it/wp-content/uploads/soste-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>inoltre la giovane età che caratterizza la maggior parte dei partecipanti ci fa ben sperare di avere degli eredi per la passione della montagna.</p>
<p>un grazie alla preziosa collaborazione di tutti, senza la quale non si può costituire un gruppo solidale e gioviale come si sta formando in questo 13 corso.</p>
<p>Il Direttore</p>
<p>Nicoletta Filipponi</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 24px; color: #66cc00;"><a href=" http://www.scuolapietramora.it/?p=1434">Guarda tutte le Foto</a></p>
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